Uniti per abbattere il governo

CENTRODESTRA/IL CAV IN PIAZZA, IMBARAZZO IN FI PER LA PRESENZA DI CASAPOUND

di Marcello Campo


PERUGIA. Il centrodestra si compatta nella road map per “abbattere” il governo giallorosso: domani la prova di forza in Piazza San Giovanni, quindi la settimana dopo il voto in Umbria, dove i leader di Lega-Fi ed Fdi sono sicuri di vincere a mani basse. Ma se i tre partiti sono uniti nel definire il voto regionale un test nazionale contro il ‘Conte due’, il clima all’interno alla coalizione sembra, in realtà, essere molto freddo. In Forza Italia cresce fortissimo l’imbarazzo per la decisione del Cav di essere in Piazza, malgrado la presenza annunciata dei militanti dell’estrema destra di Casapound. Mara Carfagna esprime chiaramente tutta la sua perplessità: “È giusto manifestare contro la manovra fatta di tasse e debito - osserva la Vice presidente della Camera - ma ritrovarsi in piazza fianco a fianco con esponenti di estrema destra, non potrebbe che creare difficoltà in chi, come me, ha vissuto e condiviso la storia e i valori rappresentati negli ultimi 25 anni da Forza Italia”. Perplessità che tuttavia non smuovo- no di un millimetro Berlusconi che prima annuncia che parlerà dal palco. Quindi, sulla presenza di Casapound tira dritto: “Non so se ci sono e non mi interessa. C’è a rischio la libertà e se c’è questo rischio io vado dappertutto”. Ad ogni modo, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, anche a Perugia, ripetono quello che la stessa leader di Fratelli d’Italia definisce un gesto di scaramanzia: la conferenza stampa pre-voto a fianco del candidato della coalizione, in questo caso candidata Donatella Tesei. “Finora ha portato bene”, scherza la leader ‘patriota’. E in effetti, a parte la foto ricordo con la candidata Donatella Tesei, questo incontro è sembrato un rito propiziatorio o poco più. I tre leader si sono infatti praticamente ignorati, o meglio tollerati, senza alcun entusiasmo. Arrivano alla spicciolata. Il primo a scendere nella sala del Park Hotel di Ponte San Giovanni è il Cavaliere, in classico doppiopetto scuro. Si ferma a raccontare barzellette, in piedi, ad alcuni militanti azzurri. Dopo una buona decina di minuti arriva Matteo Salvini, in jeans, camicia bianca, senza cravatta. Si siede palesemente annoiato sul tavolo della conferenza, alle spalle del Cavaliere. Quindi, poco dopo, Giorgia Meloni. Solo a quel punto, Berlusconi, s’interrompe e si congeda così dai suoi azzurri: “Sono arrivati gli altri, devo andare”. E per tutta la conferenza stampa, “gli altri”, cioè Salvini e Meloni bombardano il governo delle tasse, l’alleanza di Pd e Cinque Stelle ma senza mai citare per nome il centrodestra. Salvini, parla dei successi alle ultime regionali, definendo la coalizione semplicemente “una squadra che sinora ha sempre vinto”. Nessuna menzione ai singoli partiti da parte dei due leader sovranisti. Storia diversa invece per Berlusconi, che chiude il suo lungo intervento dedicato in larga parte al pericolo cinese e al carcere per gli evasori, con un generoso ringraziamento generale ai singoli partiti e all’alleanza: “Viva la Lega, viva Fratelli d’Italia, viva Forza Italia, viva il centrodestra di cui l’Italia ha tanto bisogno”. E infine, conclude l’ex premier, “viva anche questo vecchietto che ancora non molla”.

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