Uno spiraglio per Julian Assange


INTERROGATORIO CONCORDATO AL FONDATORE DI WIKILEAKS SULLE CONTROVERSE ACCUSE DI “STUPRO”


LONDRA. Un interrogatorio 'a domicilio' nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra, che dal 2012 è il suo claustrofobico ri- fugio, ha aperto ieri forse uno spiraglio sulla sorte di Julian Assange. Alimentando nei sostenitori la speranza d'una luce in fondo al tunnel della controversa indagine svedese sui presunti sospetti di 'abusi sessuali' che da quattro anni negano la liberta' al fondatore di Wikileaks: nemico pubblico numero 1 degli Usa (e non solo) per le sue rivelazioni. Lo stallo di una lunga partita a scacchi giudiziaria si è interrotto ieri mattina, con l'ingresso nella sede diplomatica della procuratrice capo di Stoccolma, Ingrid Isgren, per il via a un'audizione destinata a durare alcuni giorni. Il compro- messo prevede che Isgren accetti di raccogliere la deposizione per bocca di un magistrato ecuadoriano, limitandosi a verbalizzare: soluzione in grado di metter fine alle recriminazioni incrociate fra la giustizia svedese, che accusava Assange di sottrarsi alle convocazioni; e 'l'accusato', che replicava dicendosi vittima di un'inchiesta "politicamente motivata" e disponibile a parlare sì con i pm,ma non a consegnarsi alla Svezia. Ciò a causa del timore che il Paese scandinavo lo potesse poi 'estradare' agli Usa, dove gli apparati di sicurezza e l'establishment non vedono l'ora di fargli pagare gli imbarazzanti segreti d'intelligence e diplomatici spiattellati sulla piazza mediatica da Wikileaks a colpi di dossier sottratti al controllo di vari Paesi. Sbloccato il braccio di ferro con l'interrogatorio condotto al sicuro dell'asilo garantito da Quito e dell'immunità dell'ambasciata, si può dunque entrare ora nel merito delle accuse concrete. Accuse che risalgono al 2010, quando Assange, stando a quanto denunciato anni dopo da due donne, avrebbe avuto con loro atti sessuali non protetti. L'imputazione potenziale è di "stupro", in base alla normativa svedese, anche se appare pacifico che si trattasse d'incontri consenzienti: una delle testimoni ha raccontato che Julian "danneggio' volutamente" un profilattico; l'altra che si lasciò andare a un secondo rapporto senza condom mentre lei era in dormiveglia. Denunce archiviate in un primo tempo per mancanza di fondamento, ma su cui la magistratura di Stoccolma ha in seguito riaperto il fascicolo fra le proteste e i sospetti dell'indagato: tanto più che una delle accusatrici risulta aver frattanto ritrattato. Sul contenuto dell'audizione, in ogni modo, gli inquirenti scandinavi hanno annunciato il più stretto riserbo. E così a cameramen e fotografi assiepati attorno all'ambasciata con alcune decine di manifestanti che chiedevano "giustizia e libertà" per il paladino di Wikileaks non è rimasto che concentrare le attenzioni sul gatto incravattato comparso sul davanzale della finestra d'una stanza che ospita Assange. A parlare è stato invece Per Samuelsson, avvocato difensore svedese del giornalista australiano, il quale ha detto di avere "grandi speranze" che a questo punto il caso possa essere chiuso. Un'archiviazione doverosa, ha fatto eco Peter Tatchell, attivista impegnato nella campagna di solidarietà pro-Assange (a cui hanno aderito personaggi quali Oliver Stone o Michael Moore), ri- cordando come anche una commissione indipendente dell'Onu abbia definito "arbitraria" la detenzione dell'uomo di Wikileaks. Verdetto respinto sbrigati- vamente, in quanto "non vincolante", sia dalla Gran Bretagna sia dalla Svezia e che non di meno pesa, ha insistito Tatchell. Invocando un'unica conclusione accettabile: "che Julian torni libero".


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