Uova, si passa al sequestro


SCANDALO FINOPRIL/NOVANTUNO MILA CHILI BLOCCATI. OTTO PERSONE DENUNCIATE


ROMA. Tra pasta artigianale e omelette surgelate qualche "uovo al fipronil" potrebbe già essere finito sulle tavole italiane. Ma i controlli per scoprire le uova contaminate prima che finiscano sui banchi della vendita procedono di gran lena.

Martedì i Nas hanno scoperto altri due "casi positivi" all'insetticida in uova prodotte in provincia di Viterbo e in pasta lavorata in un laboratorio in

provincia di Macerata. Dai controlli in tutta Italia sono otto sinora i campioni risultati conta- minati e 91mila i chili di uova sequestrati in via cautelare (di cui 106 contaminati saranno distrutti). Otto i responsabili che saranno denunciati alla magistratura. I controlli sono stati avviati dopo l'allarme e i sequestri in alcuni Paesi europei all'inizio di agosto. E ogni giorno i carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità e le Asl si stanno imbattendo in qualche allevamento di galline ovaiole o centro di imballaggio, laboratorio o supermercato con uova che hanno tracce dell'insetticida. Controlli che riguardano anche prodotti semilavorati, provenienti dall'estero, destinati anche alla ristorazione etnica e carne di pollo. Sulla causa della contaminazione, i carabinieri hanno due ipotesi: la disinfestazione del terreno riservato all'allevamento prima dell'immissione degli animali e la presenza illegale dell'insetticida nei mangimi.

"La filiera italiana si è organizzata perassicurare che la commercializzazione di uova e dei relativi ovoprodotti avvenga solo in presenza di certificazione attestante l'assenza di contaminazione da fipronil" assicura il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina. Dopo le verifiche delle ultime ore, a Viterbo e Ancona sono stati sequestrati 60.000 uova per consumo umano e 32.200 per gli animali, tre capannoni per allevamento con 26.000 galline ovaiole e un centro di imballaggio. Salgono così a otto 'i casi positivi' (altri due in Campania, un altro nelle Marche e un altro nel Lazio per uova nostrane; uno in Emilia Romagna per un preparato a base di uovo importato dalla Francia ma fermato prima di finire sul mercato; e uno a Milano per una partita estera di omelette surgelate). I reati ipotizzati sono Adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari (art. 440 del codice penale) e detenzione di alimenti tossici per l'uomo (art. 5 della legge 283/1962), ha spiegato il comandante dei Nas, Adelmo Lusi. "Bisognerebbe mangiare 7-8 uova al giorno per avere effetti tossici", ha poi rassicurato, ribadendo che i rischi per la salute sono molto limitati; le uova italiane sono sicure per una serie di controlli prima che arrivino al consumatore, ha aggiunto. Dall'avvio dei controlli disposti dal ministero della Salute ci sono stati 363 campionamenti e su 124 analisi terminate sono otto i campioni risultati positivi. I Nas hanno eseguito, anche con le Asl, 253 ispezioni sequestrando in via cautelare oltre 91.000 kg di uova (di cui 106 kg contaminati). Ulteriori ispezioni in allevamenti mirano a verificare la detenzione illecita di farmaci o sostanze non autorizzate indebitamente utilizzate e a campionare uova in guscio, pelle e grasso, mangimi e acque di abbeveraggio.


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