Usa-Cina/Prove di dialogo, Tillerson dal presidente Xi



PECHINO. Nella Grande Sala del Popolo il presidente cinese Xi Jinping e il segretario di Stato americano Rex Tillerson si sono scambiati battute cordiali all’insegna di una “migliore comprensione reciproca” e di una collaborativa relazione “come unica opzione possibile per entrambe le nazioni”, fino all’impazienza di Donald Trump per un summit con la Cina e il suo massimo leader e all’elogio di Xi per le comunicazioni rafforzate nelle ultime settimane tra Pechino e Washington, nell’ambito di rapporti bilaterali verso la “giusta direzione”.

Nell’ultimo appuntamento della tappa finale della sua prima missione in Asia orientale, che ha toccato Giappone e Corea del Sud, i temi più caldi sono stati accuratamente tenuti fuori dai momenti di rito aperti alla stampa, malgrado Pyongyang abbia annunciato con tono trionfale la riuscita del test di un nuovo e potente motore per missili/razzi. Tiller- son, come marcato dai media cinesi, aveva il compito di verificare e preparare le condizioni del primo faccia a faccia tra leader negli Usa, che i media americani hanno indicato per il 6-7 aprile nella residenza del tycoon in Florida. Vista dalla parte cinese, la trasferta è vissuta come insidiosa per le imprevedibili possibili mosse del tycoon, di cui l’in- contro alla Casa Bianca con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il G20 finanziario di Baden Baden hanno dato ampia prova.

Altre vie non sono praticabili: l’ultima fatta da un presidente è stata quella di Barack Obama a settembre 2016 in Cina per il summit G20 di Hangzhou. Tocca a Xi ricambiare.

Tra i toni distesi e i sorrisi non ha fatto capolino la Corea del Nord, su cui Tillerson, venerdì a Seul, ha ammonito che tutte le opzioni sono aperte, inclusa quella militare se Pyon- gyang continuerà coi piani nucleari e balistici a mi- nacciare la sicurezza di alleati e basi Usa nell’area dell’Asia-Pacifico. Per tutta risposta, “il mondo intero testimonierà presto l’importante significato della grande vittoria di oggi”, ha commentato il leader nordcoreano Kim Jong-un, che ha assistito al test alla base satellitare di Sohae, ha dato conto l’agenzia Kcna.

Il motore per missili/ razzi “aiuterà a consolidare le fondamenta scientifiche e tecnologiche per raggiungere i massimi livelli di messa in orbita satellitare”, ha aggiunto.

Nell’incontro di sabato tra Tillerson e il ministro degli Esteri Wang Yi sono emerse differenze nette sul dossier del Nord e c’è da capire quali saranno le mosse future, tra la “pazienza strategica che sta finendo” (secondo il primo) e la necessità di evitare che Pyongyang e Washington-Seul vadano (ha detto di recente il secondo) come “due treni in accelerazione, spediti l’uno verso l’altro con nessuno disposto a cedere il passo”. Appare chiaro, ha rimarcato il segretario di Stato con Xi, che molti temi “dovranno essere trattati direttamente dai due leader, faccia a faccia”.

L’agenda è piena: tra il pacchetto di armi che Washington starebbe per vendere a Taiwan e le tensioni nel mar Cinese meri- dionale con l’ultima ipote- si che vuole Pechino pron- ta a costruire “qualcosa” negli scogli e le secche di Scarborough, contese tra Cina e Filippine, senza dimenticare le critiche del tycoon sulle “pratiche commerciali sleali” di Pe- chino. La visita di Tillerson è filata liscia e anche i media cinesi ne hanno finalmente danno notizia, a passaggio ormai ultimato.


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