Usura, serpe che strangola 



VATICANO/VIA ALL’ANNO GIUDIZIARIO MENTRE IL PAPA LANCIA UN DURO MONITO

CITTÀ DEL VATICANO. L’usura è “un peccato grave”, “umilia e uccide” e, “come un serpente, strangola le vittime”. Il Papa parla così di una delle piaghe che tocca migliaia di famiglia italiane, quella dell’indebitamento e dell’usura. Un male da “prevenire” e per questo Papa Francesco si appella anche alle banche perché vigilino sulla “qualità etica delle attività degli istituti di credito”. Il Pontefice ha parlato così all’udienza alla Consulta Nazionale Antiusura da anni impegnata per aiutare le famiglie finite nella rete dei debiti e anche nel confronto costante con le istituzioni. Il Papa chiede anche di rimuovere le cause che portano le famiglie sul lastrico. E cita espressamente il gioco d’azzardo “che ti prende e tiammazza”. Ma Francesco invita anche a riprendere la via di una vita sobria, calibrata sulle possibilità senza che si debba ricorrere all’indebitamento. Più in generale è “necessario formare una mentalità improntata alla legalità e all’onestà” perché l’usura è legata a doppio filo anche con la corruzione, più volte definita “un cancro” dal Papa argentino. Il Papa insiste sulla responsabilità delle banche perché la gente spesso non trova né ascolto né credito: il sistema bancario dovrebbe dunque vigilare sulla “qualità etica delle attività degli istituti di credito” e le pubbliche Autorità dovrebbero dare la loro parte “affinché le persone e le famiglie possano usufruire dei benefici di legge come ogni altra realtà economica”. Alle banche Bergoglio ricorda che molte “sono nate e si sono diffuse nel mondo proprio per sottrarre i poveri all’usura con prestiti senza pegno e senza interessi”. E la trasparenza delle finanze è in questo pontificato anche un imperativo tra le mura del Vaticano. Tra le attività svolte dal sistema giudiziario dello Stato più piccolo del mondo c’è anche il controllo della correttezza delle transazioni. E in questo senso sta per partire il primo processo per autoriciclaggio. Lo ha annunciato il Promotore di Giustizia vaticano, Gian Piero Milano, inaugurando l’anno giudiziario. “Posso altresì anticipare che a questa prima iniziativa farà seguito, in tempi brevi, una seconda”. Nel quinquennio 2013-2017 è stato disposto il sequestro complessivo di 21,8 milioni di euro, nonché di 4,7 milioni di dollari, 1,4 milioni di sterline britanniche, 805mila di dollari australiani e 650mila franchi svizzeri, a titolo “cautelare”.

Ma tra le questioni più gravi affrontate dai giudici vaticani anche quelle legate alla pedofilia. “Sono recentemente giunti all’attenzione dell’Ufficio del Promotore di Giustizia - ha annunciato ancora Milano - due casi di differente configurazione e rilevanza rientranti nell’ambito dei delitti contro la persona, in particolare contro i minori”. Infine le parole del Segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin: nella messa con i giudici li ha esortati a “non dimenticare mai che di fronte a loro c’è sempre un uomo”.


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