Vaccini, infuoca la polemica



RADIATO DALL’ORDINE DEI MEDICI L’EPIDEMIOLOGO DARIO MIEDICO. FARÀ RICORSO

MILANO. Gli studenti ootranno essere iscritti lo stesso a scuola, se i genitori potranno certificare di avere già fatto richiesta di vaccinazioni, con una documentazione che dovrà essere consegnata tra la fine di luglio e la prima metà di settembre alle segreterie degli istituti. Una circolare del ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli sta per essere inviata alle scuole con una norma transitoria per evitare disagi. I tempi per arrivare in regola alla prima campanella del prossimo anno scolastico comunque ci sono. Entro metà settembre dovrà essere consegnata alle segreterie scolastiche la documentazione aggiuntiva. Ed in attesa che il decreto che reintroduce in Italia l’obbligo alle vaccinazioni per iscriversi a scuola entri in vigore (è ormai questione di giorni la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), non si spengono le polemiche. Ma dall’ordine dei medici di Milano arriva un altro chiaro segnale di fermezza contro le posizioni No Vax, con la radiazione del dottor Dario Miedico, che diventa così il secondo sanitario a subire la più pesante delle sanzioni disciplinari, dopo il medico di Treviso un mese fa. Tutto inizia nell’ottobre 2015, quando 153 medici di tutta Italia firmano una lettera aperta rivolta a Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, per rispondere in merito alle sue “prese di posizione pubbliche sul tema delle vaccinazioni pediatriche”. Primo firmatario della lettera è Roberto Gava, cardiologo poi radiato dall’Ordine dei Medici di Treviso per le sue posizioni sui vaccini, che ha già fatto ricorso contro la decisione. Tra i firmatari della lettera ci sono 17 medici appartenenti all’Ordine di Milano, e tra questi c’è proprio Dario Miedico: 76 anni, medico legale, è attivo da tempo nel Coordinamento del movimento per la libertà di vaccinazione (Comilva) e ha già annunciato un ricorso. “La cosa mi pesa molto, e farò il possibile per fare ricorso e far ritirare il procedimento. Ma dovrò aspettare le motivazioni, perché non ho ancora ricevuto alcuna indicazione in merito”. E’ il commento a caldo di Dario Miedico, il camice bianco appena radiato dall’Ordine dei Medici di Milano per le sue posizioni sul tema delle vaccinazioni pediatriche. L’epidemiologo, raggiunto telefonicamente, ha confermato di aver ricevuto ieri mattina via posta certificata la lettera dell’Ordine in cui gli veniva comunicata la radiazione dall’albo dei professionisti. Contro il provvedimento, ha spiegato, “faremo il possibile, perché pensiamo che tutelare la salute dei bambini e degli adulti sia questione di informare adeguatamente sulle vaccinazioni, anziché imporle. Purtroppo le scelte del Governo vanno nella direzione di imporle, e di far fuori tutti quelli che hanno una voce appena un po’ critica. Non tanto sulle vaccinazioni, il che sarebbe assurdo visto il loro significato anche importante, ma per zittire chiunque ponga dei problemi sul tema delle vaccinazioni, che sono sacrosanti”. Miedico, che ha fatto sapere di aver già ricevuto diversi messaggi di solidarietà, ha infine ribadito di “non essere assolutamente contrario ai vaccini, nonostante mi accusino del contrario. Sono contro qualunque obbligo, perché uno dei pericoli maggiori è quello di sottovalutare i rischi delle vaccinazioni”. Secondo il Codacons, la radiazione di Miedico è “un provvedimento abnorme, che riporta l’Italia ai tempi bui dell’Inquisizione”. “Contestano alle case farmaceutiche e ai medici di consigliare i vaccini per soldi, ma la verità è che intorno ai bambini non vaccinati girano interessi economici molto forti, e questo spiega anche l’aggressività del mondo no vax. Chi segue quei bambini? Chi valuta il loro stato di salute, come vengono curati?”, sostiene invece Alberto Villani, presidente della Società italiana di Pediatria e responsabile dell’Unità Operativa di Pediatria dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. Un’altra precisazione sulle nuove norme è arrivata dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Saranno le procure minorili a verificare se esistono le condizioni per intervenire nei confronti di genitori che non vaccinano i figli, e poi successivamente i tribunali minorili. Lorenzin in particolare ha fatto riferimento alla misura estrema della sospensione della patria potestà, spiegando appunto che non si tratta affatto di un provvedimento automatico.


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