Vallejo posto in semilibertà



CITTA' DEL VATICANO. Mentre il processo 'Vatileaks 2' si avvia verso la fase conclusiva, con sentenza prevista per l'inizio di luglio - con ogni probabilità mercoledì 6 -, l'imputata Francesca Immacolata Chaouqui è diventata mamma. Ieri mattina poco prima di mezzogiorno, all'ospedale San Camillo di Roma, è nato il piccolo Pietro Elijah Antonio, figlio della donna e del marito Corrado Lanino. La notizia è stata data dal difensore della Chaouqui, avvocato Laura Sgrò, nel- l'aula del Tribunale in apertura della 17/ma udienza. La legale ha poi detto ai giornalisti che " bambino e mamma stanno bene".

"Pietro è la vittoria della vita, della luce dopo questi mesi. Insieme a mio marito lui è la forza che ho avuto e che avrò per lottare per la verità. Non ho potuto ovviamente essere in aula, ma ci sarò il 4 luglio insieme a Pietro ad affrontare chi vuole condannarci senza prove", ha dichiarato la Chaouqui. "Benvenuto! Tanti auguri a lui e ai suoi genitori", è stato il saluto di padre Federico Lombardi, por- tavoce della Santa Sede, con cui ha accompagnato la nota sull'udienza di ieri del processo sulla fuga delle carte segrete vaticane.

Intanto, dopo una detenzione durata oltre 7 mesi (con una parentesi agli arresti domiciliari) da sabato scorso l'altro principale imputato, mons. Lucio Vallejo Balda, è in stato di se- milibertà. Il prelato spagnolo, non avendo altra residenza in Vaticano, per sua scelta continua ad alloggiare nella cella della caserma della Gendarmeria ma in determinati orari ha libertà di movimento entro i confini dello Stato vaticano. "Lì mi sento sicuro - ha detto -. Sto benissimo, mangio benissimo. Faccio 10 km di passeggiata al giorno e leggo tantissimo".

L'udienza di ieri, durata poco più di mezz'ora, ha visto il giornalista e coimputato Gianluigi Nuzzi rendere una dichiarazione spontanea in cui ha confutato due elementi della deposizione di uno dei testimoni, il gendarme Stefano De Santis. "Non c'è stata nessuna fitta corrispondenza email tra me e mons. Vallejo - ha detto l'autore di 'Via Crucis' -, ad eccezione di un mio invio di documenti su una presunta truffa allo Ior, di cui avevo già accennato nella mia deposizione. Tra me e Balda c'è stata solo una corrispondenza via whatsapp".

A proposito della presunta truffa allo Ior, di cui si stava occupando per il suo libro, Nuzzi ha anche spiegato che poi Balda gli ha scritto di aver girato il materiale all'Aif, l'authority finanziaria del Vaticano. L'altro aspetto è quello del progetto Vam (Vatican Asset Management), su cui De Santis aveva dichiarato che a Nuzzi sa- rebbe stato consegnato dalla Chaouqui un "documento segreto". "Per quanto mi riguarda - ha precisato Nuzzi -, Francesca Chaouqui è stata il contatto che mi ha permesso di conoscere mons. Vallejo. Il documento

che ho messo alle pagine 307-308 del mio libro è un Power Point sul Vam, non un documento Word come so- stenuto dal testimone. Io non ho memoria di materiale Word, pubblico o non pubblico, che mi avrebbe mandato Chaouqui".

Tuttavia, ha aggiunto, "stiamo parlando di una questione per me assolutamente marginale. Quando ho cominciato a scrivere il libro, il progetto Vam era stato già bocciato dal Papa. Se ne conoscevano i particolari perché ne aveva anche scritto la stampa, già nel 2014 e poi nel 2015, prima che io cominciassi a scrivere il mio libro, e in maniera molto più dettagliata delle tre righe che io posso aver messo in 'Via Crucis'". "A mia memoria, la dottoressa Chaouqui non mi ha mandato alcun documen- to, tanto meno sul Vam", ha ribadito.

Sentiti ieri anche i due periti informatici, Paolo Atzeni e Stefano De Nardis, che hanno attestato la conformità del materiale informatico presente nei telefonini e nel computer sequestrato e le trascrizioni presenti agli atti. Si è conclusa così la fase di- battimentale. Per l'ultima parte del processo, quindi per le requisitorie dell'accusa, le arringhe dei difensori, le eventuali repliche e quindi la camera di consiglio e la sentenza, accogliendo le richieste delle parti difensive, il Tribunale presieduto da Giuseppe Dalla Torre ha fissato le date delle tre ultime udienze, che saranno il 4 (alle 15.30), il 5 e il 6 luglio prossimi (entrambi alle 9.30).

Per le accuse a loro carico (concorso nella diffusione di documenti riservati) i giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi, rischiano da 4 a 8 anni di reclusione. Per mons. Val- lejo, Chaouqui e Nicola Maio, che rispondono anche di associazione a delinquere, il codice prevede un'aggiunta che va da ulteriori 3 a 6 anni di carcere.


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