Venezia? Come Disneyland



CRITICA DEL NEW YORK TIMES AL TURISMO DI MASSA. LA REPLICA: “ESAGERAZIONE”

VENEZIA.Il turismo come la marea. Sommerge Venezia,la trasforma in una “Disneyland sul mare”: a lanciare l’allarme, a riportare all’attenzione del mondo il “grande male” che da qualche decennio affligge la città lagunare,stavolta è il New York Times. Qualche giorno fa l’inglese Guardian aveva puntato il dito, dando voce a un ambientalista tedesco, contro le emissioni delle navi da crociera che passano davanti a San Marco e ieri il quotidiano statunitense, citando i commenti di alcuni veneziani, parla di un centro storico che sta perdendo la sua identità. A dare il peso di un tale pericolo, che pare accomunare Venezia ad altre città d’arte, il Nyt riporta le parole del ministro della Cultura Dario Franceschini: “La bellezza delle città italiane non è solo architettonica” e “la bellezza è anche data dai luoghi, i negozi e le botteghe” per questo di Venezia “va salvata l’identità”. Un elenco dei “mali” non certo nuovo, ma a dar spazio ad altre voci della città sembra emergere una voglia di “rivincita”. “E’ giusto - dice Matteo Secchi, storico leader dell’associazione ed omonimo sito Venessia.com che da anni è attivo per tutelare Venezia - che la situazione abbastanza critica vada sui media anche mondiali, giusto parlare di Venezia, ma guai a fare dell’inutile allarmismo. A Venezia c’è una società che non vuole morire va solo stimolata, magari anche incidendo nelle sedi istituzionali, per risolvere i problemi”. Una realtà che si dà da fare attraverso gesti concreti come la pulizia dai “lucchetti dell’amore” che infestano i ponti o la pulitura dei muri dalle scritte dei writers. “A Venezia - aggiunge - ci vogliono case accessibili per i veneziani che vogliono restare e per chi vuole tornare e più servizi ai cittadini”. “Si spara sulla città, sulla Croce Rossa, con attacchi pretestuosi” rileva Alberto Nardi, ex presidente dell’Associazione Piazza San Marco. “Dire che non ci sono problemi sarebbe sbagliato - sottolinea - ma generalizzare al massimo è un errore che non fa bene a chi vuole bene a questa città: Si invita la ‘crema’ a non venirci”. Indicando che la città ha due grandi piaghe: la prima “è quella dei turisti pendolari che invadono la città per poi lasciarla”, la seconda, “da quanti sfruttano Venezia con l’illecito a cominciare dai venditori abusivi di cui Piazza San Marco è piena, degli ambulanti che vendono merce contraffatta ovunque, dei borseggiatori che nella folla arraffano, non dimenticando, poi, i negozietti di paccottiglia”. “Bene vengano le polemiche ma che siano costruttive” conclude. E sul fronte delle risposte contro il degradoeadifesadeldecoro-l’ultimo caso finito sui social ieri quello di un giovane che dorme sui gradini di un altare della chiesa dei Frari - al di là del piano per l’avvio della sperimentazione degli accessi contingentati in alcune aree, c’è la risposta dell’amministrazione comunale di aumentare il numero dei vigili urbani e il ritorno degli “angeli” del decoro a San Marco scattato mercoledì.


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