Vent’anni al comandante


GENOVA/E’ LA RICHIESTA DEL PM NEL PROCESSO PER IL CROLLO DELLA TORRE PILOTI


GENOVA. Tra la verità delle cose e la verità giudiziaria corre e occorre del tempo. E la richiesta del pubblico ministero di Genova per il comandante della Jolly Nero Roberto Paoloni a 20 anni di reclusione per quei 9 morti e 4 feriti finiti sotto le macerie della Torre Piloti arriva a poco meno di 4 anni di distanza. Perché era la tarda serata del 7 maggio 2013 quando il grande cargo Jolly nero stroncò in retromarcia e in velocità il piede di cemento armato della Torre Piloti uccidendo uomini della capitaneria e civili. Vent’anni di reclusione per omicidio colposo plurimo, crollo di costruzioni, attentato alla sicurezza dei trasporti, ma anche falso perché, sostiene l’accusa, Paoloni non annotò sul giornale di navigazione che il contagiri della nave non funzionava e attestò nella check list degli apparati del ponte di comando della nave che quell’apparato invece funzionava eccome. “Il comandante Paoloni non è intervenuto sull’esecuzione della manovra della Jolly Nero demandando l’operazione al pilota - ha detto il pm in aula -, non ha impedito che la nave andasse a velocità sostenuta né ha fatto trasferite i comandi in apparato motore, cosa questa che poteva rappresentare una precauzione visto il guasto del contagiri. La sua caratteristica è stata quella del silenzio. Paoloni è accusato di non avere dato l’allarme. E’ lui che doveva azionare il segnale di pericolo e avvertire via radio la Torre per consentire alle persone di mettersi in salvo”. Già venerdì scorso, il pm aveva chiesto 17 anni di reclusione per il consigliere d’amministrazione e delegato all’armamento della società Ignazio Messina Giampaolo Olmetti: anche per lui l’accusa è omicidiocolposo plurimo, crollo di costruzioni e attentato alla sicurezza dei trasporti. Il processo, conclusa la fase dibattimentale, si sta avviando alla fine. In aula,come sempre,la madre di una delle vittime.AdeleChiello,madre di Giuseppe Tusa, porta sempre appuntata sul cuore la foto di suo figlio. E come sempre, non le manda a dire. “Mio figlio domani (oggi, ndr) avrebbe dovuto compiere 34 anni ma questi criminali della Società Messina 3 4 hanno proibito a un ragazzo di vivere la sua vita come era giusto che fosse. E è giusto che la galera se la facciano. Mi interessa solo che paghino e che questo processo sia di monito perché non ripetano gli stessi crimini”.


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