“Vergognosa vigliaccheria”


ARMI/IL SENATO SBARRA LA STRADA E SCATENA L’IRA DI OBAMA


WASHINGTON. "Vergogna". "Vigliaccheria". L'ira, la frustrazio- ne. La rabbia mostrate in fin troppe occasioni dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama che in quasi otto anni e due mandati in via di conclu- sione non è riuscito a cambiare il rapporto del- l'America con le armi, questa volta la esprime il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, nei termini più forti e inequivocabili.

"Quello che abbiamo visto la scorsa notte è una vergognosa dimo- strazione di vigliacche- ria", ha tuonato in diret- ta tv dopo che il Senato ha respinto una dopo l'altra quattro proposte di legge - tra l'altro bi- partisan - bloccando così ancora una volta la strada verso una stretta sulle armi da fuoco. No- nostante la strage di Or- lando, nonostante le 49 vite spezzate nella spa- ratoria più sanguinosa nella storia degli Stati Uniti.

Nel voto al Senato protrattosi nella serata di ieri repubblicani e democratici contrapposti si sono annullati a vicenda in un voto emble- matico dello stallo da cui il Congresso ameri- cano - e l'America di conseguenza - non rie- sce ad uscire. Sono state bocciate una dopo l'altra quattro proposte di legge - due pre- sentate dai repubblicani e due dai democrati- ci - attraverso un voto che in nessun caso ha raggiunto i 60 sì necessari per consentire un proseguimento dell'iter legislativo, in un'au- la pur dominata dal Grand Old Party (Gop).

Il risultato è che adesso repubblicani e democratici si accusano a vicenda - i primi tacciano i democratici di avanzare proposte oltremodo restrittive e questi ultimi defini- scono le iniziative del fronte repubblicano come deboli ad un livello inaccettabile.

Che il muro contro muro non sarebbe stato scalfito nemmeno questa volta è stato evi- dente da subito, con il primo testo messo al voto, avanzato dai repubblicani, che propo- neva un aggiornamento per il sistema di veri- fiche sugli acquirenti di armi con l'aggiunta di maggiori informazioni in tema di salute mentale oltre ad introdurre un meccanismo di allerta diretto alle forze dell'ordine nel caso dell'acquisto di un'arma da parte di un indivi- duo rimasto su una lista di sospetti terroristi per cinque anni. Il Senato si è espresso con 53 voti favorevoli e 47 contrari, determinan- do così la bocciatura di ciascuna delle pro- poste avanzate, una dopo l'altra.

Non è valsa nemmeno la maratona di in- terventi dei giorni scorsi, lunga quasi 15 ore di seguito e guidata dal senatore del Connecticut Chris Murphy, che pure aveva lavo- rato ad un'intesa bipartisan nella speranza di uscire dalla paralisi. Una quinta opzione arri- verà in aula nelle prossime ore, ma pur con prospettive più ottimistiche non ci si aspetta la svolta.

Così anche la rabbia è bipartisan in que- sto caso: la National Rifle Association (Nra), la potente lobby delle armi, non ha infatti mancato di cogliere l'occasione per ammoni- re i politici, sebbene con un particolare af- fondo diretto ai 'nemici' democratici: "Gli al- leati del presidente Obama hanno dimostrato di essere più interessati ai giochi politici che ad affrontare la mancata capacità di tenere gli americani al sicuro dalla minaccia del ter- rorismo islamico".


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