Via i colossi dalla Laguna



VENEZIA/IL GOVERNO ACCOGLIE LE ISTANZE DEI COMITATI “NO GRANDI NAVI”

VENEZIA. Il Governo batte un colpo sulle grandi navi a Venezia, ed è favorevole - nelle intenzioni - alle istanze dei Comitati che battagliano contro i giganti del mare in laguna. Il giorno dopo l’appello- denuncia dei “No Grandi navi”, è il ministro Danilo Toninelli, tramite una nota del Mit, ad assicurare che saranno ascoltate “le istanze di coloro che conducono da tempo una dura battaglia per allontanare le città galleggianti da Venezia. Battaglia che questo ministero - si afferma - vuole portare avanti senza alcun tentennamento”. La linea del ministero è questa: “Gradualmente, si dovranno portare tutti i colossi del mare fuori dal perimetro lagunare individuato con il decreto ministerialedel1985.IlministroToninellihainsistito non a caso su un turismo che deve essere realmente sostenibile. In maniera da garantire la tutela di quello scrigno di tesori che è Venezia”. Ma prima del Mit, c’era stata un’intervista di Toninelli al quotidiano La Nuova Venezia: “E’ chiaro che le navi oltre le 130mila tonnellate - erano state le parole del ministro - andranno dirottate su Marghera attraverso il Canale Nord, con accesso dalla bocca di porto di Malamocco-Marghera. Questo mantenendo però la centralità dell’esistente stazione marittima per le unità di medio piccola dimensione”. Una posizione che i “No Grandi Navi” non hanno digerito: “Adesso che ha parlato, Toninelli era meglio se stava zitto. Altro che le grandi navi fuori della Laguna anzi, il raddoppio, con banchine anche in gronda lagunare”. Nella successiva nota del Mit, tuttavia, Toninelli precisava meglio la linea del ministero: “No allo scavo di nuovi canali , mentre sì all’attracco di navi fino a 40 mila tonnellate utilizzando la stazione marittima ed eventualmente quella pronta e mai usata di Chioggia”. Questa posizione, in ogni caso, ha messo in allerta l’Autorità del sistema portuale Mare Adriatico Settentrionale, che con il presidente Piero Musolino ha chiesto “di incontrare al più presto il Ministro per comprendere chiaramente le direttive del Governo sul futuro dell’industria crocieristica a Venezia, e di conseguenza dei porti crocieristici dell’Adriatico”. Anche sulla soglia delle 40mila tonnellate, peraltro, il ministro dei Trasporti ha premesso che va accertato se “questo limite sia davvero tollerabile, senza considerare che il semplice tonnellaggio va sostituito con un parametro più raffinato che tenga conto non solo del peso, ma ad esempio di sagoma e altezza degli scafi”. Sistema sul quale, ha ricordato Toninelli, ha già lavorato la Capitaneria di Porto di Venezia, mettendo a punto un algoritmo che, per decidere lo stop o meno alle navi in bacino di San Marco, valuta la massa d’acqua spostata, l’altezza dalla linea di galleggiamento e l’uso o meno di nuovi propulsori. I Comitati No navi hanno già anticipato nuove iniziative di protesta per fine settembre. Il porto invece è pronto al dialogo: “Come è noto - spiega Musolino - negli ultimi mesi l’Autorità si è mossa a livello progettuale per dare concretezza alle indicazioni ricevute in sede dell’ultimo Comitatone. Tali indicazioni non prevedono l’escavo di nuovi canali ma semplicemente l’adeguamento a livelli previsti dal Piano Regolatore Portuale dei canali esistenti”.


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