Viaggio nel Parco del Colosseo



Anche la Fontana del Tempo, che a ogni ora zampilla e scandisce le ore nel corso della giornata, è stata ripristinata. Come si realizza il difficile equilibrio tra le esigenze di tutela e conservazione e le esigenze di fruizione culturale e turistica per uno dei luoghi più visitati nel mondo? Portiamo avanti un’azione di monitoraggio e manutenzione programmata dei nostri monumenti, con operatori e restauratori che ogni giorno monitorano i diversi monumenti del Parco per poterli curare attentamente, coniugando le esigenze della fruizione culturale con quelle della tutela. Il Parco ha avuto, fino al 2019, una media di 20mila visitatori al giorno, un numero che crea comprensibili problematiche legate alla tutela e conservazione dei monu- menti. Il monitoraggio serve a programmare chiusure temporanee delle aree che necessitano di lavori straordinari, per poterle riaprire subito alle visite. Quanto è importante l’attività di scavo archeologico per un Parco che ha una sto- ria che continua a parlare? La ricerca è un’attività prioritaria del Parco. Lo scorso anno abbiamo scoperto un luogo straordinario sul Colle Oppio, la Domus Aurea, il palazzo dorato dell’imperatore Nerone. La Sala della sfinge, ambiente prima sconosciuto, è venuto alla luce mentre svolgevamo attività di manutenzione dei monumenti. Nel Foro Romno portiamo avanti ricerche nell’area del Comitio, anche in collaborazione e ricerca congiunta con le università, gli studiosi e gli studenti che al Parco Archeologico si  formano per diventare archeologi e architetti. L’attività di scavo archeologico pone il tema del profilo della sicurezza sul lavoro. Il Parco Archeologico del Colosseo quali protocolli adotta? La normativa è dettata dal Decreto Legislativo 81 del 2008, che adottiamo anche nei cantieri, dove tutti i frequentatori indossano i dispositivi di sicurezza necessari per svolgere “in sicurezza” il lavoro di scavo. Ogni cantiere è recintato e comunica al visitatore l’attività in svolgimento, attraverso cartelli illustrativi. Attualmente stiamo restaurando nel Foro Romano La Casa delle Vestali, la casa del più antico sacerdozio femminile di Roma. Le Vestali custodivano il fuoco che rappresentava il fuoco della comunità costituita. Presentiamo il cantiere attraverso il logo e la denominazione del Parco, la definizione dell’attività in corso, corredata da immagini che illustrano come sarà il risultato finale dopo il lavoro di scavo e restauro. La finalità e la funzione sociale del Parco ha come obiettivo la fruizione, la conoscenza, la formazione, l’inclusione e l’ accessibilità del suo pubblico. Qual è il ruolo delle nuove tecnologie nella valorizzazione del patrimonio ar- cheologico del Parco? Nel Parco ci sono percorsi tecnologici che consentono di comunicare, attraverso le nuove tecnologie, il mondo antico e il nostro passato. Il percorso sulla pittura antica, attraverso il litghmapping e l’oculusrift consentono di riprodurre un ambiente per come esso era, prima che fosse oggetto di spoliazione dei rivestimenti in marmo. Le nuove tecnologie permettono di avere un‘idea precisa della sontuosità dei luoghi. Sul Palatino è stata inaugurata lo scorso anno la Domus Transitoria, la prima reggia di Nerone, una sorta di prova generale che anticipava la Domus Aurea, antecedente l’incendio del 64 d.C.. Le video proiezioni e la realtà virtuale ricostruiscono il Ninfeo Triclinio, la sala da pranzo dove Nerone banchettava con i suoi ospiti avendo di fronte una scena teatrale, con acqua, fontane e zampilli di notevole effetto scenografico che oggi il visitatore può vedere facendo una esperienza immersiva. Il silenzio del Colosseo, durante il lockdown, senza “le mille voci, le mille lingue e i mille sorrisi” dei visitatori, è un’immagine che ha fatto il giro del mondo. Ora che il Parco ha riaperto, come si è preparato ad accogliere i turisti nell’epoca Covid? Il Parco ha riaperto all’insegna della sicurezza, accessibilità e accoglienza per permettere ai visitatori di fruire pienamente l’immensa bellezza del Parco Archeologico del Colosseo. Sono stati posizionati termoscanner, percorsi di visita a senso unico che il visitatore può scegliere in base al tempo che ha a disposizione per rimanere nel Parco, da 40 minuti, a due ore e mezzo o anche alla sosta per l’intera giornata. Il Parco valorizza il patrimonio archeologico ma anche il paesaggio e la natura che ospita le antiche rovine. Il fascino dell’olio e del miele prodotto sul Palatino racconta una storia che sa di poesia Il Parco ha circa 200 alberi di ulivo che dal 2019 producono l’olio del Parco, chiamato Palatinum messo a produzione e imbottigliato grazie alla sponsorizzazione della Coldiretti. In collaborazione con una associazione di apicoltori, sono state collocate due arnie sul colle Palatino che consentono di produrre un ottimo miele millefiori perché sul colle, pur essendo nel centro della città, si respira un’aria ottima come testimonia la presenza delle api. La produzione del miele sarà intensificata con la collocazione di altre due arnie sul Palatino meridionale, un percorso archeologico naturalistico di circa 1,5 Km, una passeggiata nel verde che costeggia le pendici meridionali del Palatino, nella parte che guarda verso il Circo Massimo, ripopolato delle piante antiche di cui parlano le fonti letterarie. Sono piante autoctone, mediterranee descritte in una guida che racconta la storia dei monumenti ma anche la storia della natura delle piante del luogo. Archeologa di chiara fama, lei è stata chiamata a dirigere l’icona della storia archeologica mondiale. Avere il suo nome legato al Parco Archeologico del Colos- seo cosa significa per il suo profilo di studiosa e per il suo ruolo di donna? Per un’archeologa arrivare a dirigere il Parco Archeologico del Colosseo è un grande privilegio e onore. Il lavoro che porto avanti è reso possibile dall’impegno e dal lavoro si squadra degli archeologi, architetti, restauratori e di tutto il personale di accoglienza del Parco che amano que- sto luogo e amano fare questo lavoro come me. Come donna cerco di portare al Parco la mia sensibilità per arricchirlo e per accogliere i visitatori che aspettiamo con piacere dall’Italia e dal mondo.

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