Vince una donna, Janeczek



PREMIO STREGA/CON VITA. “SPERO NON PASSINO ALTRI 15 ANNI PER LA VITTORIA AL FEMMINILE”

ROMA. Helena Janeczek vince il Premio Strega 2018 con 196 voti e la sua vittoria acquista un valore speciale perché dopo 15 anni torna a essere premiata una donna (l’ultima è stata Melania Mazzucco nel 2003 con ‘Vita’)e perché per la prima volta l’editore Guanda (Gruppo Gems) si aggiudica il più ambito riconoscimento letterario italiano. E, prima della chiusura delle votazioni per il vincitore del Premio Strega 2018 è arrivato stasera al Ninfeo di Villa Giulia il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli. “Non somiglio a Gerda Taro. E’ stato bello cimentarmi con una figura diversa. Lei è nata coraggiosa, io il coraggio ho imparato a tirarlo fuori. Lei mi ha aiutato nei sei anni in cui ho scritto questo libro. Vorrei che non passassero altri 15 anni dalla vittoria di un’altra donna” ha detto la scrittrice e poi ha bevuto dalla bottiglia dello Strega spiegando che “è la cosa più divertente”. Un tripudio di applausi e felici- tà al tavolo del Gruppo Gems per il quale, da quando si è costituito, è la prima vittoria del Premio Strega. Radioso il presidente Guanda, Luigi Brioschi che sottolinea come “lo Strega premia un libro originale, una voce inconfondibile della letteratura e un’autrice che ha un indiscutibile profilo letterario, e premia anche una casa editrice che ha fortemente creduto fin dall’inizio nel romanzo di Helena Janeczek e ne ha visto crescere il consenso”. Stefano Mauri, presidente e ad del Gruppo Gems commenta con unabattuta: “Sono contento per lo Strega, per questo riconoscimento”. Con ‘La ragazza con la Leica’, che ripercorre l’incredibile vita di Gerda Taro, la prima fotoreporter morta su un campo di battaglia a 26 anni, Janeczek, scrittrice tedesca naturalizzata italiana, di origini familiari ebreo-polacche, guida anche la cin- quina del Premio Strega Campiello. Stasera al Ninfeo di Villa Giulia è stata protagonista di una sfida che, partita con un minimo distacco da Marco Balzano e il suo ‘Resto qui’ (Einaudi), 144 voti, la ha vistaalla fine superare di 52 preferenze lo scrittore, già vincitore del Premio Campiello nel 2015. Storia di confine e violenza, ‘Resto qui’ ha una voce narrante femminile e racconta un fatto vero ma dimenticato, una gigantesca catastrofe linguistica nel Sudtirolo. In questa edizione del Premio con protagoniste le donne si è aggiudicata il terzo posto Sandra Petrignani con il suo ritratto di Natalia Ginzburg ne ‘La corsara’ (Neri Pozza). Un libro diverso, non un classico romanzo che “è esaurito, ha dato il meglio di sé nel secolo scorso” dice la scrittrice, che ha avuto 101 voti. Lia Levi, già vincitrice del Premio Strega Giovani 2018 con ‘Questa sera è già domani (Edizioni E/O), ha mantenuto tutto il tempo uno spirito calmo ed è arrivata quinta con 55 voti. Anche Carlo D’Amicis non si aspettava colpi di scena con il suo triangolo erotico e ironico sul sesso de ‘Il gioco’ (Mondadori) che ha scalato una posizione, quarto con 57 voti. Seduto al tavolo 3 sotto il palco, con accanto i presidenti della Fondazione Bellonci, Giovanni Solimine, e dell’Associazione Italiana Editori-Aie, Ricardo Franco Levi, il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli ha detto: “Dobbiamo scatenare la capacità dei giovani di consumare e avere fame di cultura. Non dobbiamo dire loro cosa devono fare ma ascoltarli: questo è un progetto di governo” ha detto il ministro. “Quello dei libri - ha proseguito - è un sistema complessivo che ha come riferimento lo Strega e il Campiello ma che forse ha perso di vista ciò che sta nascendo e che non sappiamo che cos’è”


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