Warren annuncia la sua candidatura


WASHINGTON. “Questa è la battaglia delle nostre vite. La battaglia per costruire un’America dove i sogni siano possibili, un’America che funzioni per tutti. Sarò in questa battaglia sino alla fine”: così la senatrice Elizabeth Warren, 69 anni, cane da guardia di Wall Street, ha formalizzato la sua corsa alla Casa Bianca, allungando la lista dei concorrenti dem, tra cui le colleghe Kamala Harris e Kirsten Gillibrand, mentre a breve dovrebbero sciogliere le loro riserve anche l’ex vice presidente Joe Biden, il senatore Bernie Sanders e l’ex deputato texano Beto O’Rourke.


Emblematica la location per l’annuncio, nella città operaia di Lawrence, nel suo Stato del Massachusetts: una ex fabbrica teatro nel 1912 di uno storico sciopero guidato da donne e immigrati. L’ideale per lanciare quello che è sembrato un appello alla resistenza e alla lotta di classe contro i ricchi, le big corporation, Wall Street, le lobby, quelle che ha lei ha combattuto sino ad oggi. “Join the fight” il suo slogan.


Immediata la reazione del comitato per la rielezione di Donald Trump: “Il popolo americano rifiuterà la campagna disonesta della senatrice Elizabeth Warren e le sue idee socialiste”.

Una conferma di quella che sarà la linea del tycoon: dipingere i dem come socialisti alla Maduro.

A ascoltare la Warren non c’era la folla oceanica di Kamala Harris ma sono state diverse migliaia le persone che hanno sfidato temperature sotto lo zero per applaudirla e scandire in coro il suo nome, sventolando bandierine a stelle e strisce. Accanto a lei l’intera famiglia.

A presentarla è stato il deputato Joseph P. Kennedy III, 38 anni, nipote di Bob Kennedy e pronipote di Jfk, che ha invitato a sostenere la sua ex docente universitaria: un endorsement blasonato di cui fa le spese il suo buon amico ‘Beto’, che a molti ricorda proprio Jfk. Nell’intervento di 45 minuti, la senatrice non ha mai citato per nome Donald Trump ma l’obiettivo dei suoi strali era evidente, quando ha definito questa Amministrazione come “la piu’ corrotta a memoria dei viventi” o ammonito che “l’intolleranza non ha spazio nello studio Ovale”. Ma per la Warren “l’uomo che è alla Casa Bianca non è la causa di un sistema corrotto, e’ solo l’ultimo sintomo, e il più grave, di quello che non funziona in America”.


Il problema, quindi, non è solo sconfiggere Trump ma riformare un sistema “che favorisce i ricchi e i potenti e getta a terra chiunque altro”. Le vittime principali, ha insistito, sono la middle class e la working class. E’ a loro che si rivolge principalmente la sua piattaforma, la più radicale tra quelle presentate sinora dai candidati dem e che potrebbe sovrapporsi a quella di Sanders. Una piattaforma che prevede università e assistenza sanitaria gratis per tutti, la riforma di un sistema immigratorio “privo di buon senso”, più controlli su Wall Street e grandi monopoli, lotta al climate change con energie pulite, uguaglianza razziale, sociale ed economica con aumento dei salari per i lavoratori e delle tasse per i ricchi.

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