• Redazione

Welcome to LAS VEGAS



NFL/VOTO QUASI UNANIME PER TRASFERIRE I RIDERS. IL MOTIVO? I SOLDI

NEW YORK. Las Vegas avrà una squadra di NFL, tra due anni: i Raiders. La decisione era sostanzialmente già presa, ma è stata ratificata dai proprietari della lega con maggioranza schiacciante: 31-1. Solo i Miami Dolphins han- no votato contro il trasferimento da Oakland alla città del peccato. I Raiders continueranno a giocare al Coliseum, accanto all’Oracle Arena, in zona Alameda, Oakland, davanti l’autostrada, per un paio di stagioni. Ma il futuro è nel Nevada. Sulla decisione non ci sono altre spiegazioni che quella dei soldi. Mark Davis, il proprietario, il figlio del mitico Al, quello del motto “Just win, baby”, ha provato ad alzare le cortine fumogene, come un venditore d’auto usate di periferia dalla parlantina sciolta e la fregatura pronta: “I Raiders sono nati a Oakland e Oakland farà sempre parte del nostro Dna. Sappiamo che i tifosi saranno tristi e arrabbiati, speriamo non se la prendano con la squadra”.

Il problema è che sono gli stessi tifosi tornati a vedere una gara di playoff (in trasferta) che mancava loro dal 2002. E sono stati ripagati dalla fede nella franchigia nei tempi cupi, ora che la squadra è tornata competitiva - con Carr come QB, Cooper super ricevitore e Mack pass rusher d’elite -, con le valigie già pronte sul pianerottolo. C’è di più: saranno spremuti sino all’ulti- mo secondo. Perché, mentre piangeva lacrime di coccodrillo, Davis s’è “scordato” di dire che ha aumentato i prezzi dei biglietti/abbona- menti rispetto all’anno precedente del 140%. Legge di mercato: il prodotto è migliore, lo pagate il doppio. Anzi, pure di più. Insomma, molto NFL. I Raiders al Coliseum avevano un buon pubblico. Numeroso e rumoroso, tra i più temuti. Specie la sezione del Black Hole, la “curva” rara per gli standard statunitensi frequentata non esattamente da laureati di Stanford, ma piuttosto da ceffi che mettono paura. Il problema era che il Coliseum è obsoleto, come impianto. Sia per servizi, orridi, poco americani, che per manutenzione. Molto californiana: terribile. Persino la sala stampa è da stadio calcistico di serie B italiana. Insomma, non c’era modo di massimizzare i ricavi, nonostante i tifosi più che presentarsi regolarmente alle 8 gare in casa dei propri eroi non potessero fare. E che la fan base fosse consolidata in tutta la California, specie quella del Nord, ben oltre l’area di Oakland, abbracciando in particolare Sacramento, Redding e Stockton. Non è bastato. Las Vegas, la città del divertimento e soprattutto quella delle scommesse, ha puntato tutto sullo sport, adesso. Dalla prossima stagione conterà sull’hockey Nhl, sui Golden Knights. Ora, appunto, il grande salto con una franchigia dello sport fratello maggiore: il football. Senza avere tifosi locali, ma quelli occasionali in quella location non mancheranno. Con un progetto di stadio da 65.000 posti e 1.9 miliardi di dollari in cantiere. Nuovo di zecca. Quello che la municipalità di Oakland, pasticciona, e squattrinata, ha provato a garantire a Mr Davis e all’NFL sino alla fine. Ma senza riuscire a sostanziare le proposte in maniera credibile per uomini d’affari interessati alla palla ovale come fabbrica di banconote piuttosto che come sport. Per Oakland è un colpo. La città tra unpaio d’anni perderà pure l’NBA: i Warriors, che si traferiscono nella parte ricca della Baia, quella di San Francisco. Per una realtà plebea come Oakland (che si stava rilanciando grazie all’esodo dei residenti di Frisco, cacciati dai prezzi vertiginosi delle abitazioni, che vedevano in Oakland un modo per cadere in piedi (è un passo indietro gigantesco. Warriors e Raiders sono il vanto della città, le principali attrazioni, visto che gli Oakland Athletics sono un po’ il brutto anatroc- colo, nelle Major di baseball. Il paradosso: nel paio d’anni che se li godranno ancora, “rischiano” di festeggiare titoli in entrambi gli sport. Per poi dire addio ai campioni. E dunque ora più che mai: “Just win, baby”. Senza pensare al domani.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA