Xi promette trasparenza

di Antonio Fatiguso

DELLA SETA/IL PRESIDENTE CINESE PROVA A RASSICURARE GLI USA



PECHINO. Standard “di alta quali- tà”, “sostenibilità commerciale e fi- scale dei progetti perché possano centrare i target”, “cooperazione aperta, verde e trasparente”, “tolle- ranza zero alla corruzione”. Xi Jinping corregge il tiro sulla Via de la Seta e apre ai cambiamenti solle- citati dall’esterno, inevitabili dopo le distorsioni emerse nell’ambizio- so piano infrastrutturale lanciato nel 2013 per connettere Asia, Africa ed Europa, tra cui la “trappola del debito”, mai citata dal presidente.

Al discorso inaugurale del se- condo Forum sulla Belt and Road Initiative, il presidente cinese ha dedicato meno di mezz’ora alla sua creatura. Gran parte del suo inter- vento è stato infatti incentrato sul fronte domestico: riforme per mag- giore apertura, soluzione della vexa- ta quaestio del sussidi statali, tute- la dei diritti della proprietà intellet- tuale, più investimenti stranieri in diversi settori e impegno contro le svalutazioni competitive dello yuan.

Quattro punti tra i più qualificanti delle richieste Usa alla base della guerra dei dazi con gli Stati Uniti, apparsi come un via libera all’accordo a pochi giorni dal ritorno a Pechino dei negoziatori americani, il segretario al Tesoro Steven Mnuchin e il rappresentante per il Com- mercio Robert Lighthizer, per un nuovo round di colloqui. Le voci, infatti, si sono intensificate sul pos- sibile viaggio a Washington di Xi già a giugno per la firma della stori- ca pace, a maggior ragione all’indo- mani delle parole del tycoon secon- do cui lo riceverà “presto” alla Casa Bianca.

“Diamo grande importanza al completamento e al rafforzamento di multilateralismo e bilateralismo economico e degli accordi sul com- mercio con gli altri Paesi”, ha detto Xi. La nuova Via della Seta creerà opportunità di sviluppo anche per la Cina, mentre la Cina stessa sta aprendo ulteriormente i suoi merca- ti al mondo: essendo il Paese “con la classe media più numerosa in fase di crescita”, Pechino ha anche l’obiettivo di importare più servizi e beni ed è disposta ad acquistare di più dall’estero, tra prodotti agricoli e servizi competitivi, “non avendo come priorità la ricerca del surplus commerciale”.

Il messaggio di Xi ai 37 capi di Stato e di governo, tra cui il premier Giuseppe Conte, unico leader del G7 presente, e ai 5.000 partecipanti è stato il più possibile rassicurante. Al punto che i leader che lo hanno seguito in scaletta si sono trasfor- mati in testimonial: secondo il pre- sidente russo Vladimir Putin, la nuo- va Via della Seta “calza alla perfe- zione” con la sua Eurasian Econo- mic Community (network tra Rus- sia, Armenia, Bielorussia, Kazakh- stan e Kyrgyzstan), mentre toni positivi sono stati espressi dai pre- sidenti di Kazakhstan ed Egitto, Nursultan Nazarbayev e Abdel Fattah al-Sisi.

I premier di Malaysia e Pakistan, Mahathir Mohamad e Imran Khan, hanno rimarcato il loro “pieno appoggio”, forti degli sconti apporta- ti da Pechino ai costi di diverse ope- re, non sostenibili finanziariamen- te. Mentre il segretario dell’Onu Antonio Guterres ha lodato la Cina per la sua Belt and Road Initiative che offre una possibilità concreta di invertire gli effetti dei cambiamenti climatici. Guterres ha elogiato in particolare gli investimenti per oltre 125 miliardi di dollari sulle energie rinnovabili nel 2017. Per la Cina, la sfida più grande sarà adesso quella di rispettare le promesse sulla cor- rezione di rotta, sposando effetti- vamente gli “standard internazio- nali più usati”

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