Zingaretti chiude a D’Alema



PD/IL GOVERNATORE DEL LAZIO RILANCIA LE PRIMARIE APERTE E INTANTO ROTTAMA

ROMA. Nell’ultimo sondaggio Ipsos il Pd é stabile al 17% e con il congresso in avvicinamento il candidato alla segreteria Nicola Zingaretti rilancia le primarie aperte. “Io sono favorevole”, dice il governatore del Lazio, sfidato finora per la guida dei democratici da Matteo Richetti e Cesare Damiano, che ha presentato il programma dei LaburistiDem. Le primarie dovrebbero tenersi a inizio febbraio. “E’ bene che ci siano altre candidature - commenta Zingaretti -, perchè l’unanimismo ha portato sempre male alla politica. L’importante è che ci rivolgiamo con umiltà e concretezza alla gente dicendo che stiamo costruendo una alternativa” al governo di M5S e Lega. Zingaretti prepara la convention ‘Piazza Grande’ del 13-14 ottobre e commenta l’inte- resse di Massimo D’Alema per la sua sfida. “Metto idee che riaggregano la sinistra, se queste idee conquistano io non posso che guardare all’ipotesi con favore - dice Zingaretti -. Ho già detto che però il futuro ha bisogno di nuovo gruppo dirigente”. Niente spazio insomma per D’Alema, bersaglio grosso e simbolico della rottamazione di Matteo Renzi. Quest’ultimo, invece, secondo il governatore “è una risorsa. Non condivido tante cose, il giudizio di questi anni, ma non penso che le persone vadano eliminate dallo scenario politico”. “Ascolterò con attenzione tutte le iniziative nazionali in programma prima del Forum di Milano del 27-28 ottobre, da Piazza Grande, alla Leopolda (19-21 ottobre, meeting simbolo dei renziani, ndr), all’iniziativa di Sinistra Dem - dice il segretario Pd Maurizio Martina -. A tutti chiedo di guardare sempre alla nostra unità e apertura. Di portare idee prima dei nomi”. Quasi un richiamo. Martina sarà oggi alla Marcia della Pace Perugia-Assisi, con realtà sociali da cui il Pd é stato sentito lontano negli ultimi anni. E da anni un segretario dem non partecipava alla Marcia, si fa notare dal suo entourage. Un lavoro dricucitura del partito, un tentativo di recu- pero di fiducia anche in vista delle elezioni europee. Zingaretti per il voto di maggio vede bene lo schieramento “da Macron a Tsipras”. “Ha senso se la piattaforma è la rifondazione dell’Ue”, dice. La formula del fronte unico anti-populista piace anche a Paolo Gentiloni, sicuro che “si possa vincere perché di fronte alla scelta secca ‘fuori-dentro’ l’Europa il sentimento europeista sta aumentando”. Il deputato Pd ed ex premier - che molti socialisti europei e anche Zingaretti vorrebbero presidente della Commissione Ue - ritiene “in gioco nel voto la democrazia liberale”. Poi bisognerà pensare “alla riforma dell’Unione, perché per salvarla bisogna cambiarla”, ripete Gentiloni, ma alle europee “la scelta sarà ‘montanelliana’”. Come negli anni ’70 del secolo scorso, quando il direttore del Giornale Indro Montanelli chiese di “turarsi il naso” e votare Democrazia cristiana contro i comunisti, considerati pericolosi.


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