Zingaretti, governo cambi passo

IL LEADER PD AVVISA: “BASTA COI RITARDI E STOP AGLI ATTACCHI. LOTTEREMO PER IL MES”



BOLOGNA. Convinzione e orgoglio nel sostenere il governo che ha gestito la pandemia e ha ottenuto i miliardi del Recovery dall’Europa, ma anche la richiesta di un “cambio di passo” all’esecutivo: “basta ai troppi se, alle attese e ai ritardi e ai nostri alleati, il Pd non è subalterno e combatterà per il Mes”. Il messaggio lanciato dal segretario del Pd Nicola Zingaretti dalla manifestazione conclusiva della Festa dell’Unità di Modena si è rivolto soprattutto agli altri partiti che compongono la coalizione, ma anche al governo Conte. Il segretario, a Modena, ha concluso una festa nazionale che fino a qualche mese fa sembrava impossibile organizzare e che invece ha raccolto 100mila presenze in 19 giorni con 600 volontari impegnati, anche se le restrizioni anti-Covid hanno limitato profondamente le tradizionali iniziative della festa. Al suo fianco il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, con Zingaretti si sono salutati come compagni di vecchia data: le scintille degli ultimi giorni sono state messe da parte in nome di un messaggio forte e chiaro da dare soprattutto agli alleati, ma anche per serrare le fila nel partito in vista del delicatissimo appuntamento di domenica prossima, quando, oltre che per il referendum costituzionale, si voterà in sette Regioni. Per non far vincere la destra, Zingaretti si è appellato al voto utile senza troppi giri di parole. “Agli elettori delle forze politiche alleate dico: rimanete con le vostre identità ma di fronte a sistemi a turno unico io vi domando cos’altro deve accadere per non far scattare ora la parola unità per fermare le destre in tutto il Paese. E’ possibile farlo attorno alle candidature più competitive. Non buttiamo nessun voto”. Poi, una volta archiviate le elezioni, si potranno affrontare le altre questioni, a cominciare da un’azione di governo da rilanciare e non solo per spendere al meglio i soldi che arriveranno dall’Europa, ma anche per indurre l’esecutivo a “riaprire una stagione di rinascita, un grande progetto per riedificare questo paese. Un progetto per creare lavoro, costruire un nuovo modello di sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale, investendo sulle persone, a cominciare dalla priorità delle priorità che è la scuola, la sua funzione democratica per la rinascita del paese”. Ma non solo: il Pd, ha detto, è pronto a “combattere” per ottenere i fondi del Mes, al cui accesso il Movimento 5 Stelle continua a dirsi contrario. E, su ogni altra questione, il messaggio rivolto a M5s (ma anche a Italia Viva) è lo stesso: “basta con l’ipocrisia di essere alleati ma in tv fare la parte degli avversari, perché questo logora. Occorre un passo in avanti. Siamo uniti non per occupare poltrone ma realizzare un programma di rinascita e giustizia italiana. Non abbiamo molto tempo”. Al di là degli esponenti che hanno annunciato il loro ‘no’ al referendum, il Pd ha risposto compattamente presente all’appello, sia fra chi era presente (oltre a Bonaccini il ministro Enzo Amendola e il vicesegretario Orlando), sia fra chi non c’era, come Dario Franceschini, che ha comunque applaudito alle sue parole. Rimane al momento fra parentesi, invece, il tema dell’organizzazione del partito: Zingaretti ha invitato i giovani a creare “una nuova base” e ammesso “ritardi nell’innovazione”. Dopo le critiche dei giorni scorsi il primo a raccogliere l’appello alla mobilitazione per le regionali è stato proprio Stefano Bonaccini. “Mettiamoci tutti a disposizione, c’è la settimana decisiva”, aggiungendo però che “ci sono tutte le caratteristiche per vincere in ogni territorio: d’altronde se hai paura è meglio cambiare mestiere”.

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